venerdì, 20 Settembre, 2019
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Se sei uno a cui piace scrivere e mettere in grasseto le parole importanti, Whatsapp fino ad ora non ha fatto per te. Ma ci sono delle opzioni nascoste che puoi finalmente utilizzare per rendere i tuoi messaggi un po’ più speciali(e che nessuno ti ha mai detto prima), abilitate proprio oggi. Leggi qui per scoprire come fare.

Come scrivere in grassetto, corsivo e barrato su Whatsapp

Per utilizzare questa opzione devi avere almeno iOS 2.12 (e contando che ormai siamo ad iOS 9.2 direi che sei messo bene) e un qualsiasi cellulare Android.

whtsapp corsivo

Per il grassetto aggiungi gli asterischi * all’inizio e alla fine della parola.

Per il corsivo aggiungi i trattini _ bassi all’inizio e alla fine della parola.

Per il barrato aggiungi le onde ~ all’inizio e alla fine della parola.

Puoi perfino combinare i simboli e creare parole che uniscano grassetto e corsivo.

Ti è stato tutto utile? Provalo con i tuoi amici e metti in evidenza nei gruppi quello che vuoi dire!

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apple iphone

E’ finito da pochissimo l’evento Apple e le novità sono tantissime: il nuovo iPhone SE, iPad Pro, Care Kit e Apple Renew. Ma qui abbiamo riassunto per voi tutte le novità fondamentali dell’evento Apple del 21 Marzo, l’ultimo nel vecchio campus Apple. Infatti, dall’anno prossimo i nuovi iPhone, verranno presentati qui, nel futuristico nuovo palazzo di Apple.

applecampus

40 anni della storia Apple40 anni apple

Tim Cook sul palco annuncia l’anno più grande per Apple: numerose iniziative per festeggiare i 40 anni Apple si svolgeranno il 1 aprile (speriamo non sia uno scherzo!) dedicata a tutti i propri utenti che l’hanno resa grande.

FBI vs Apple: ” A significant responsibility”

Come tutti si aspettavano Tim Cook è intervenuto nel dibattito acceso tra FBI e Apple sulla questione della privacy. Le sue dichiarazioni sono state chiarissime: vi ringraziamo per il supporto contro l’FBI, crediamo di avere una responsabilità nel proteggere la privacy e i nostri utenti, lo dobbiamo a tutti e alla nostra nazione, non ci tireremo indietro di fronte alla nostra responsabilità. E ha aggiunto: We need to decide as a nation how much power the government should have over our data and over our privacy. And with that comes a significant responsibility”

Apple Renew e Apple per l’ambiente

Un’altra responsabilità è quella ambientale, a cui Apple non si sottrae: annuncia i suoi grandi risultati con 93% dei palazzi Apple ad energia rinnovabile, 99% del packaging proviene da carta riciclata e gli iPhone verranno riciclati grazie ad nuovo robot di nome Neal che aiuterà a separare in maniera precisa e veloce i componenti dei prodotti Apple. Volete già contribuire a rendere il pianeta più green? E’ possibile inviare iPhone da riciclare tramite il programma Apple Renew nei  negozi dedicati o gratuitamente tramite apple.com/recycling

Apple Care Kit e Apple per la salute

La più grande responsabilità, quella per la salute, rappresenta la parte più innovativa di questo Keynote Apple: Research Kit ha avuto un’incredibile successo, tantissimi dati raccolti sulla salute, ha creato il più grande studio sul Parkinson, perfino aiutato a rendere più reale la teoria che esistano sotto tipi di diabete. I Big Data hanno cambiato il mondo Apple: più facile diagnosticare le malattie grazie a studi incrociati. E le novità continuano su questa strada. 

Grazie al CareKit, un framework su cui sviluppare le app per la salute, sarà possibile diagnosticare l’autismo tramite l’iPhone, avvisare i malati di epilessia di probabili attacchi grazie a EpiWatch e aiutare a diagnosticare il Parkinson. Ma non finisce qui: addio agli odiosi bollettini post-operatori, benvenuto alla Care Card. Una semplice scheda che contiene digitalmente il proprio bollettino post-operatorio, modificabile in base alle esigenze dal dottore e condivisibile con chi ha cura di noi.

Apple Watch: nuovi colori e prezzo di 299 dollari

Apple Watch porta grande soddisfazione dei consumatori a quanto registrato da Apple, ma sembra che non ce ne siano abbastanza in giro: prezzo diminuito a 299 dollari. Disponibili inoltre nuove fasce per orologi con nuovi colori e nuovi materiali come il nylon e nuovi sport band.

Apple tv e tvOS

Il futuro di Apple TV è nelle app grazie al nuovo Siri per Apple tv e tanti aggiornamenti: cartelle, iCloud, Live Photos e altro disponibile su tvOS da ora!

iPhone SE

Ecco il nuovo iPhone, esattamente come i rumor avevano previsto: più piccolo da 4 pollici, 4 colori, chip a9, fotocamera da 12 megapixel per Facetime HD e video in 4k, migliorati notevolmente il wi-fi e l’antenna. Andrà a sostituire l’iPhone 5S e sarà l’iPhone più economico di sempre: 16GB $399 (probabili 399 euro per l’Italia) e 499 dollari per la versione da 64GB (probabili 499 euro per l’Italia). Le caratteristiche sono da stile Apple, ma ci si aspettava di più: Apple cerca di rientrare nel mercato degli smartphone entry-level che aveva abbandonato.

iOS

Novità su iOS 9.3: Night Shift che riduce la luminosità in base all’ora e alla luce (ma c’è già su Android), Notes sicuro con le password e sbloccabile con l’impronta digitale, suggerimenti per le app sulla salute in Health e Apple News personalizzabile con top stories e editor’s choice. iOS sbarca perfino, tramite accordi con moltissimi produttori di auto mondiali, come navigatore nelle auto con Car Play e nelle scuole con la suite Apple Education che contiene app da usare nelle scuole. Il tutto disponibile da oggi.

iPad Pro

 

Nuovo iPad Pro: 9.7 pollici come chiesto dagli utenti, l’intento di Apple è di attirare tutti quelli che hanno PC molto vecchi e questa dimensione sembra la più amata. Più saturazione, ha iOS 9.3, funzione TrueTone per l’illuminazione e la temperatura automatica del display in base all’ambiente che lo circonda, Pro Audio con quattro speaker, Chip A9X per una grafica, a detta della Apple, migliore dell’Xbox 360, fotocamera da 12 megapixel con il supporto ai video in 4k e Facetime HD con la fotocamera interna da 5 megapixel. Gli accessori certo non mancano: Smart Keyboard fa il suo grande ritorno, supporto all’iPad Pencil e agli altri accessori già disponibili. Preordinabile dal 24 marzo, disponibile dal 31 marzo, al prezzo di 599 dollari per la versione base.

 

 

 

 

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facebook reaction

Sono già in prova da quasi un anno in Spagna e in Irlanda e chiunque gestisca una pagina Facebook le ha già intraviste: sono le Facebook Reactions, emoji animate di Facebook che cambieranno per sempre il concetto di mi piace, inserendo le emozioni. Le state vedendo  proprio ora, vicino ai mi piace, sulla nostra app di Facebook e sull’applicazione desktop. Ma cosa sono esattamente? E come cambieranno il nostro modo di condividere?

Facebook Reactions, non solo più mi piace

Certo, non sono il “non mi piace” che molti aspettavano, che probabilmente non sarà mai integrato. Il mi piace semplice sarà ormai un vecchio ricordo delle mente popolare, un qualcosa che verrà ricordato con nostalgia. Ma non scomparirà del tutto.

giphy

A Menlo Park, il team di Facebook ha deciso quasi un anno fa, abbiamo ben 6 emozioni da scegliere per i post: il classico mi piace, Love, Ahah, Wow, Sigh e Grrr.  “Volevamo essere sicuri che tutti quelli che usano Facebook trovassero le loro emozioni”, afferma Sammi Krug, Product Manager di Reactions, “le persone vengono su Facebook per esprimersi, ma non trovavano un  modo appropriato per manifestare le diverse reazioni possibili”.

Il funzionamento è molto semplice. Tieni premuto sul pollice alzato del mi piace e si aprirà un menù a scomparsa: scorri sulle faccine e seleziona quella che esprime l’emozione che ti da il post.  Nel post saranno sempre visualizzate le tre emozioni più popolari e il numero indicato non sarà più solo quello dei mi piace, ma piuttosto delle reazioni totali. La parola magica per misurare l’indice di un post non è più il like, ma la reaction. Una svolta che ha diverse conseguenze.

facebook reaction

Cambiare le emozioni di Facebook

Facebook cerca di accontentare un po’ tutti con questa mossa. Dal punto di vista delle aziende, le Facebook Reactions sono uno strumento in più: giudicare una campagna e valutarne l’esito sarà più facile, dato che riusciremo a vedere subito cosa pensano gli utenti di noi e del post, senza equivocare il mi piace. Dal punto di vista degli utenti, significa far condividere la propria emozione più facilmente, sebbene non ci sia ancora il non mi piace. E per Facebook, significa più interazioni sul proprio social network, quindi più persone, infine più aziende che investono sulla piattaforma.

Ma c’è un’altro ambito che questo cambiamento tocca: i Big Data. Tutti i dati immessi sul web formano i cosidetti Big Data, miliardi di gigabyte di informazioni su di noi condivise da noi tramite i social. Il problema fondamentale è che non si sa bene come catalogarle o analizzarle, non sappiamo come cercare chi siamo all’interno del mondo web. Senza entrare troppo nello specifico, grazie alle Facebook Reactions sarà più facile vedere i sentiment delle persone e poterli comprendere: sarà ancora tutto più personalizzabile e a misura di utente Facebook.

facebook reaction

Ora possiamo vedere come cambierà il nostro modo di utilizzare Facebook. Io so solo una cosa: vedremo emoji dovunque.

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Al Mobile World Congress, di cui vi avevamo già parlato qui, è arrivato finalmente l’annuncio per il Samsung Galaxy migliore di sempre, in diversi formati: il Galaxy S7 e l’S7 Edge per chi vuole avere uno sprint maggiore. Sebbene infatti questo annuncio non fa altro che consolidare la linea di cellulari, senza particolari stravolgimenti, sembra che la qualità sia il punto chiave del nuovo top-gamma coreano (insieme alle novità per la realtà virtuale).

Design

A prima vista non c’è molta differenza tra l’S6 e l’S7, segno che la casa coreana vuole rimanere sulla stessa linea di successo: le forme e i materiali sono praticamente identici, ma ora i due modelli sono finalmente distinguibili. Entrambi in metallo e vetro, per quanto riguarda Galaxy S7 abbiamo 142.4 x 69.6 x 7.9mm e 152 grammi di peso, mentre la variante Edge presenta dimensioni di 150.9 x 72.6 x 7.7mm e soli 157 grammi di peso.

Caratteristiche tecniche

  • Schermo: nel display abbiamo dei passi in avanti importanti, come un display da 5.1″ su Galaxy S7, con una densità di pixel di 577ppi, mentre su Galaxy S7 Edge abbiamo un display Dual Edge da 5.5″ e densità di pixel pari a 534ppi. Entrambi i display presentano un ottimo SuperAMOLED con risoluzione QHD (2560×1440), andandosi finalmente a collocare nella fascia alta premium.

samsung s7

  • Batteria: finalmente potremo scordarci il samsung che si scarica a metà giornata, con una batteria da 3000 mAh su Galaxy S7, notevolmente migliorata rispetto a S6, ma che passa a ben 3600 mAh su S7 Edge. Entrambe presentano la ricarica wireless integrata.
  • Processore: L’Exynos 8890 octa core di nuova generazione che arriverà sul nostro mercato è realizzato con processo produttivo a 14nm, composto da un cluster quad core ad alta potenza con frequenza a 2.3GHz ed uno, sempre quad core, ad alta efficenza energetica con frequenza a 1.6GHz.
  • Memoria: dite addio alla versione con 128GB integrati (sarà disponibile solo la versione da 32 o 64gb) ma ritorna finalmente lo slot di espansione microSD che grazie all’adozione di un carrello ibrido per SIM e microSD potrò ospitare fino a 200GB.

samsung s7

  • Fotocamera: Un sensore da 12 megapixel per il cavallo di battaglia Samsung, che a prima vista sembra un passo indietro, ma che nasconde grandi novità nella componentistica. La tecnologia Dual Pixel permetterà una messa a fuoco immediata con nuove lenti, pixel più grandi e una maggiore apertura focale. Anche le funzioni cambiano: la funzione Smart OIS promette un nuovo modo di stabilizzare l’immagine definitivamente, mentre Motion Panorama ci permetterà di scattare panoramiche perfino animate, senza precedenti. La fotocamera anteriore è di 5 megapixel

galaxy s7 fotocamera

  • Sensori e uscite: NFC, Bluetooth 4.2 Low Energy, GPS, Glonass, sensore ANT+, e una porta microUSB 2.0. Troviamo anche il sensore per impronte digitali, il barometro, il sensore di battito cardiaco, la bussola digitale, accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità, prossimità e LED di notifica RBG, Estremamente gradito il ritorno dell’impermeabilità che insieme ai sensori sopra descritti è ormai lo standard per gli smartphone di fascia alta.

Software

Android 6.0.1 di default, per questa nuova ammiraglia, arricchito dall’interfaccia TouchWiz tipica di Samsung. Una delle novità software è il display Always-On che permette di sfruttare al massimo il SuperAMOLED visualizzando le notifiche e le informazioni in qualsiasi momento grazie a quello che Samsung chiama Zero Touch ExperienceScorciatoie e widget sono stati rivisti per l’S7 Edge per sfruttare al meglio questo modello che è quello consigliato da Samsung, insieme al Samsung Pay che è ora di default e ci aiuterà a completare i nostri acquisti.

La vera novità di questo Samsung è il Game Launcher: grazie a questa funzione si può scegliere di risparmiare potenza e ridurre la definizione grafica per i giochi che non hanno grandi necessità e di disabilitare le notifiche del telefono e i tasti touch indietro e multitasking mentre si gioca, di scattare screenshot e girare video della partita in corso. Inoltre il gioco andrà in pausa, come se fossero delle chat di Messenger.

samsung s7 game center

Prezzo

Disponibili dall’ 11 marzo al presso ufficiale, il Galaxy S7 e l’S7 Edge costeranno 729 euro e 829 euro. Se preordinate prima uno degli smartphone, avrete un Gear VR in omaggio.

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apple vs fbi

Nelle ultime ore, tutti i possessori di iPhone sono nel caos, la loro sicurezza compromessa a causa di un attentato a San Bernardino. L’Apple si scaglia contro l’FBI che vorrebbe lo smartphone dei terroristi sbloccato, l’FBI annuncia probabili cause legali. Ma come stanno veramente le cose? E cosa potrebbe cambiare per tutti noi?

I fatti: l’attentato di San Bernardino

In America un’altra sparatoria, l’ennesima dovuta al grande circolare delle armi, a San Bernardino, in California, durante la riunione di un’organizzazione non profit per il sostegno con persone con disabilità. 14 persone sono morte quel giorno. Ciò che l’FBI vuole risolvere sono le motivazioni degli assassini: non si sa ancora perché la coppia formata da Syed Farook e TashFeen Malik abbia sparato.

Ed è qua che entra il dibattito Apple vs FBI. L’FBI ha chiesto alla Apple i dati dell’iPhone dei due presunti terroristi, ma Apple si rifiuta, inneggiando alla privacy ai propri clienti e a come l’FBI non dovrebbe cercare di entrare nel mainframe del sistema iOS, compromettendone la stabilità. Da ciò è incominciata una vera e propria battaglia etica.

Apple, tra privacy e caso mediatico

Apple, di solito parca di comunicati ufficiali, ha rilasciato un comunicato stampa in cui si esprime totalmente sulla vicenda, accusando l’FBI di voler mettere le mani sui dati degli utenti. Non prendiamoci in giro: il problema della privacy nell’era digitale è reale, ma qua sembra essere una questione di principio. 

iphone passcode

E’ vero, il metodo che usa l’iPhone per evitare che i dati degli utenti finiscano nelle mani sbagliate è complesso: dalla versione 8 di iOS, occorrono, in caso di blocco, fino a cinque anni e mezzo per sbloccarlo e l’unione del codice numerico con il numero identificativo del dispositivo rende possibile una sola strada per sbloccare gli iPhone bloccati, perfino per Apple. Creare un versione di iOS senza sicurezza, utile per le indagini. Apple nel comunicato, dice di non volerlo fare per proteggere i suoi utenti.

Il marketing si fonda anche su questo: far credere che nonostante lo Stato sia contro di te l’azienda è al tuo fianco. La gestione di questo problema puzza tanto di pubblicità e di slogan noi ti proteggiamo sempre, caro utente. Apple invoca la privacy, ma non dice che il giudice del caso di San Bernardino non ha chiesto di bucare tutti gli iOS, ma di rendere disponibile solo quello degli assassini. Inoltre, Apple potrebbe presentare l’iPhone già sbloccato, senza dare il software in grado di farlo all’FBI, evitando che esca dall’azienda. Insomma, la privacy è importante, ma in questi casi si possono raggiungere compromessi.

fbi

L’FBI, sicurezza nelle mani di chi?

Non è che l’FBI sia senza macchia. Mentre nella richiesta ufficiale si fa accenno al solo iPhone come prova nel caso, una domanda rimane: perché l’FBI ha subito chiesto un software in grado di bucare gli iPhone? Il compromesso poteva venire anche da parte dell’agenzia governativa statunitense: bastava chiedere che un esperto Apple intervenisse sulla prova, senza che nessuno software fosse spedito, non sarebbe stata la prima volta che Apple avrebbe contribuito a delle indagini.

Il marketing funziona anche con lo Stato: l’FBI sapeva che Apple non avrebbe mai acconsentito, non totalmente o almeno non fin quando la legge non la costringesse, ma il solo provarci avrebbe convinto gli americani a dare fiducia all’FBI, che, dopo tanti scandali, li proteggeva dai cattivi terroristi.

google ceo

E ora anche Google entra in campo. “Un precedente preoccupante” ha scritto su Twitter Sundar Pichai, il numero uno del motore di ricerca.  “E’ una cosa completamente diversa richiedere alle compagnia di rendere possibili azioni di hacking degli apparecchi e dei dati dei clienti, potrebbe essere un precedente preoccupante” ha concluso, auspicando “un approfondito ed aperto dibattito su questa questione importante”. Mettiamoci anche Edward Snowden, la ‘talpa’ della Nsa, che ha annunciato il sostegno alla decisione di Cook. Infine, la politica, in fermento per le primarie, ci mette il suo zampino. con interventi nullafacenti di Trump e Ted Cruz. E signori signori, ultima ora, McAfee si vanta di poterli sbloccare senza Apple.

Alla fine ne rimarrà uno solo

La battaglia che si è aperta difficilmente si concluderà con un solo atto: sicurezza vs privacy, tecnologia vs ordine, multinazionali vs governi. In special modo ora che ci avviciniamo verso un mondo connesso, non possiamo sfuggire a queste dicotomie, tipiche del nostro secolo. San Bernardino, già tragica in sé, rimarrà come uno dei passi intrapresi nella risoluzione di questi intrighi, qualsiasi sia il risultato. Ma voi cosa ne pensate? E’ giusto dare precedenza alla sicurezza o rispettare la privacy di tutti?

 

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Internet of Things

Se ne fa un gran parlare e dovrebbe cambiare il nostro modo di vivere: ogni cosa nel mondo collegata tra loro e con noi tramite internet e smartphone. Regolare la luce in base al nostro umore? L’intensità della musica in base alla luce del sole? Sono solo alcune delle cose che si possono fare.

Cosa è esattamente l’IoT

Internet of Things è una definizione coniata da Kevin Ashton nel 1999 e ripresa nel 2009 in RFIDJournal.com. Mentre la vecchia idea di Internet non mette in considerazione le persone una nuova idea di Internet le farà sempre conversare con quest’ultimo, trasportandolo nel mondo offline. L’idea innovativa è quella di avere Internet nel mondo reale e a contatto con le persone tramite gli oggetti che utilizziamo.

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E’ tutto nato da qui, da un semplice movimento ad un oggetto tramite Wi-Fi

Così nasce l’IoT, l’Internet of Things: oggetti collegati fra loro tramite internet che si scambiano informazioni in modo tale che noi, gli utilizzatori ultimi, le persone, possiamo utilizzarli in modo ancora più personalizzato e senza la necessità di essere noi a personalizzarlo. Può sembrare fantascienza, o difficile da immaginare, ma i primi risultati sono già qui: smartphone che raccolgono dati su come stiamo tramite sensori cardiaci e termostati regolati in base al nostro stato di salute, cucine gestite tramite smartphone o servizi di traffico urbano gestiti in base all’umore.

Come ci cambia: Samsung e Google

Ma tutto questo è già realtà grazie a Samsung e a Google. Samsung, in America (e speriamo presto anche qui) ha lanciato Smarthings. Cosa è? E’ l’Internet of Things per tutti. Con un semplice bundle espandibile, possiamo controllare tutti gli elettrodomestici e il mobilio collegati alla unità centrale di Samsung. Vuoi che la porta si chiuda appena esci la mattina? Puoi farlo, con il sensore NFC nelle tue chiavi che si interfaccia alla serratura e all’unità centrale. Luci soffuse dopo il tramonto ogni giorno e che cambiano colore? Ovviamente si può fare, con la app dedicata e le impostazioni automatiche. Ed è tutto controllabile da casa, tramite il router a cui sono collegati i sensori.  Mentre sei fuori o in un ufficio puoi vedere casa tua tramite le cam integrate, che ti notificano se qualcosa succede vicino alla tua proprietà. Ma queste sono solo alcune delle cose che si possono fare con l’Internet of Things.

Google invece decide di portare fuori casa l’IoT con la Google Car, un prototipo che cambierà per sempre le nostre strade. Il principio è lo stesso: la macchina è collegata ad internet per riconoscere il nostro profilo, in modo da personalizzare velocità, aria condizionata e parametri in base alle nostre preferenze. Con sensori automatici e collegati al GPS, Google promette che la macchina sarà in grado di riconoscere le strade su cui camminerà e di individuare automaticamente con il GPS le strade meno trafficate. Ovviamente ci vorranno ancora anni, forse decenni, prima che sarà tutto reale. Ma l’IoT promette di cambiare definitivamente le nostre vite, sperando che la nostra sicurezza non verrà compromessa allo stesso tempo.

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smartphone 2016

Ti si è appena rotto il cellulare e ti chiedi: vale la pena aspettare per il prossimo smartphone? Come ogni inizio anno, i rumor sui nuovi flagship delle case produttrici cominciano a diventare realtà e il MCW 2016 di Barcellona si avvicina sempre di più. Ma già da adesso possiamo finalmente capire cosa ci aspetta (e cosa potrai comprare) nella prima parte dell’anno. In attesa delle dovute conferme tra pochi giorni.

EDIT: Annunciato al MWC 2016 il Samsung Galaxy S7 e l’LG G5! Clicca qui per saperne di più.

Asus Zenfone 3 – Maggio 2016

asus zenfone 3

DESIGN: Non si ancora molto (se non quello che vediamo in questa immagine), ma, per distaccarsi dal modello precedente, l’unibody metallico è praticamente assicurato, con un pannello frontale in Gorilla Glass 4 e un display da 5,5 pollici. La risoluzione dovrebbe essere la ormai standard FullHD.

HARDWARE:  Durante un intervista al CEO di Asus, c’è stata una scoperta: la presa USB sarà di tipo C , come i recenti prodotti Apple, confermando un nuovo trend del mercato. Dal punto di vista del processore, dovremmo avere dei 4GB di Ram e uno Snapdragon 820. Altro trend confermato è quello del lettore per impronte digitali, probabilmente integrato nel retro del dispositivo.

PREZZO: Intorno ai 300-400 euro.

HTC One M10 – Primi 6 mesi 2016

htc one m10

DESIGN: Il più misterioso perché in realtà, ancora non esiste. Stando ai tweet del produttore, il team di designer sta ancora lavorando su un form factory definitivo, simile all’One A9 e forse, fin troppo simile all’iPhone. HTC pensa che basti un fake iPhone per risollevarsi dal mercato?

HARDWARE: Una piccola rivoluzione in casa HTC, con un possibile cambio di nome (state attenti ad un probabile HTC O2!). Ma dal punto di vista interno, simile agli altri smartphone: Qualcomm Snapdragon 820, quad-core, 4GB di Ram. Tuttavia le eccellenze, secondo i rumor confermati, arriverebbero da altro: un display di 5,1 pollici in QHD, 32GB di memoria interna, Android 6.0.1 Marshmallow e interfaccia Sense 8.0 e una fotocamera con Ultrapixel rappresentano i veri motivi per cui comprare questo smartphone.

PREZZO: Intorno ai 300-400 euro.

LG G5 – Maggio 2016

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DESIGN:  La sua presenza al MWC è assicurata e confermata da LG stessa, ma possiamo immaginare già cosa troveremo. Non più cuoio, ma unibody in metallo per LG G5, con i suoi tasti dorsali tanto amati dall’utenza (e comodissimi, aggiungerei).

HARDWARE: La qualità non è mai mancata nell’hardware della gamma LG G. Snapdragon 820 con 4GB di Ram, schermo da 5,6 pollici in QHD, 20 megapixel per fotocamera esterna e 8 megapixel per l’interna sono il minimo per questo nuovo arrivato e i rumor indicano un secondo display anteriore per le notifiche, come il cugino LG V10. E’ praticamente di ieri la conferma dello schermo AMOLED, per cui le notifiche saranno sempre visualizzabili senza che lo schermo consumi batteria. E abbiamo perfino già foto di cover, che fanno comprendere quanto LG ci tenga al lancio di questo smartphone.

PREZZO: Intorno ai 400-500 euro.

Samsung Galaxy S7  – Giugno 2016

galaxy s7

DESIGN: Un design che fa colabrodo, nel senso che abbiamo già i leak definitivi. Sappiamo che ci saranno ben quattro versioni:  l’S7 con design simile all’S6, ma più arrotondato, l’S7 Plus con schermo da 6 pollici, l’S7 Edge con schermo curvo e l’S7 Edge Plus, la versione più potente dell’Edge. Per quanto i modelli indichino più scelta per i consumatori, il rischio è che nessuno di questi sia sinonimo di qualità. O almeno nemmeno di innovazione, dato che dal video leak del Plus il design sembra identico.

HARDWARE: Su questo invece abbiamo poche notizie ma molti rumor che si inseguono: lo smartphone sarà forse realizzato in lega di magnesio, con il nuovo processore Samsung Exynos 8890. La fotocamera di soli 12 megapixel, che delude un po’ tutti, dovrebbe essere controbilanciata dal Force Touch, una tecnologia che permetterà al display di riconoscere l’intensità della pressione esercitata dal tocco su di esso.

PREZZO: Intorno ai 400-500 euro.

iPhone 7  – Settembre 2016

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DESIGN: Due importanti novità all’orizzonte: addio all’odiosa fotocamera con protuberanza sul retro e nessun jack per le cuffie. Mentre la prima è dettata più da una scelta di design, la seconda è causata dal problema dello spazio interno. Infatti, eliminando il jack per le cuffie, Apple vorrebbe dare posto all’interno dell’Iphone per i componenti interni. Ma come facciamo con gli auricolari? I rumor suggeriscono che avremo una soluzione integrata con l’USB di tipo C o con una nuova porta Lightning. Le cuffie vendute con lo smartphone avranno questa nuova porta, ma preparatevi a salutare i vostri vecchi auricolari (o a comprare l’adattore!)

HARDWARE: Il dubbio assoluto avvolge chi segue casa di Cupertino. Chi dice 2GB di Ram, chi 3GB, chi doppia fotocamera, chi mega-fotocamera da 30 megapixel. Ancora tutto un mistero.

PREZZO: Intorno ai 600-800 euro.

Questi sono solo alcuni dei prossimi modelli in uscita. Il mio vecchio smartphone, ormai ammaccato dalle cadute, freme per le prossime novità del MWC di Barcellona. Dove potrà finalmente passare lo scettro alla prossima generazione di smartphone.

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Google l’ha annunciato: Picasa è morto. Per indirizzare tutti gli sforzi verso il neonato Google Foto, Picasa è stato soppresso senza se e senza ma. Nessun nuovo aggiornamento, nulla di nulla, nel prossimo futuro. Dal 15 marzo l’applicazione web non sarà più supportata: chi l’avesse già scaricata, o lo facesse entro quella data, potrà continuare a usarla, ma nulla cambierà. Anzi, saranno ritirate alcune funzioni API per gli sviluppatori. A differenza di Google, noi ci ricorderemo sempre di come e in cosa Picasa è stato fondamentale.

no more picasa
La mia reazione

1 – Con Picasa potevi smanettare

Non ti piacevano gli occhi rossi da Satana nella foto? Con Picasa potevi subito modificarli, senza alcun problema. Certo, anche con Google Foto puoi divertirti, ma nessun’altro come Picasa ti sapeva individuare velocemente i sorrisi storti o i denti giallognoli. Filtri, ritagli, slideshow, mosaici, integrazione social al di là dell’odiato e odioso Google Plus: tutto era a portata di foto sfocata.

picasa

2 – I plugin social che non ti aspetti, senza le paure di Google Foto

Su Picasa potevi installare i plugin e cambiare il modo in cui organizzavi le migliaia di selfie senza scaldarti troppo: il plugin automatico per Facebook, per i filtri di Instagram e l’integrazione dell’API con le applicazioni di terze parti erano la cosa migliore per chiunque capisse un po’ di computer. Ma ora, c’è un’altra cosa che ti spaventerà con Google Foto: avrò messo le foto nel mio album privato del cloud o le avrò condivise per sbaglio su Google+?

3 – Picasa = offline, Google Foto = online

Nessun bisogno di una mega connessione internet per Picasa, solo di un hard disk e del buon cavetto USB 2.0. Con Google Foto sarà un continuo upload e upload di foto, spesso automatico, dal cellulare. Salutiamo i pochi giga che ci rimangono, Android se li mangerà insieme a tutti i nostri selfie.

4 – Nostalgia canaglia

Mi ricordo ancora quando ho scaricato per la prima volta Picasa. Tutte le mie foto, di tutte quelle vacanze, organizzate per volti e per storie, per posizioni e luce. Tutto immediato e veloce, senza nessuno problema. Per non parlare dei mosaici e della possibilità di creare cd regalo. Ora nulla di questo ci sarà più.

addio picasa
Addio Picasa, benvenuto Google Foto!

5 – Google Foto non è maluccio, purtroppo

Pensavi forse che qualcuno si sarebbe lamentato per la morte di Picasa? A parte noi, che sappiamo cosa vuol dire avere tante foto e volerle sapere organizzare, nessuno si lamenterà. E sai perché? Perché Google Foto non è maluccio, anzi. Veloce, scattante, collegato al cloud e in grado di farci recuperare subito i nostri scatti, Google Foto ha i suoi perché. E se come me vuoi scoprirli, scarica la app dello store o usa l’interfaccia web. Non te ne pentirai.

 

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