sabato, 15 dicembre, 2018
Microsoft

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Google ha sostituito Microsoft come nuovo bullo del mondo tecnologico, almeno agli occhi delle autorità europee. L’antitrust europea infatti ha ufficialmente accusato il gigante tecnologico di utilizzare impropriamente la sua posizione dominante nel mercato della ricerca per promuovere il suo servizio di shopping, a spese delle aziende tech concorrenti e dei consumatori. Le autorità europee hanno annunciato anche un’indagine su eventuali abusi relativi al sistema operativo mobile Android di Google.

L’avvio di un’azione formale da parte di Bruxelles chiuderebbe un’indagine iniziata nel 2010. E sarebbe una “cattiva notizia” per Google, perché – afferma Ioannis Lianos, professore di Global Competition Law allo University College London – significa che le autorità europee non vogliono patteggiare”. “È un’indagine seria con conseguenze serie. Nei casi di abuso di posizione dominante”, mette in evidenza Spencer Waller, professore antitrust alla Law School di Chicago, “sono di solito previste multe ed è imposto il cambiamento di alcuni comportamenti”.

L’Unione europea potrebbe imporre multe fino al 10% del fatturato globale, o oltre 6 miliardi di dollari in sanzioni nel caso di Google.

Questo tipo di trattamento è familiare a un altro gigante tecnologico americano che una volta dominava il settore: Microsoft. Per oltre un decennio a partire dal 1998, Microsoft ha combattuto la Commissione europea per il suo sistema operativo Windows, che la Commissione ha sostenuto spingeva gli utenti a utilizzare il browser Web di Microsoft Internet Explorer. Microsoft infine ha accettato di offrire ai clienti una scelta di browser rivali e collezionato più di $ 2 miliardi in multe.

Quel caso e la sua ricaduta coincisero con la fine di un’epoca in cui Microsoft e Bill Gates, il suo amministratore delegato, sembravano godere potere quasi incontrastato. Non è chiaro quanto di un effetto del caso europeo ha avuto sul business di Microsoft Accanto a queste sfide regolamentari infatti la società è stata duramente colpita dai cambiamenti del settore molto più ampi. L’ascesa del web come piattaforma di calcolo comune ha eroso la potenza di Windows, e la proliferazione di smartphone con sistemi operativi NON microsoft ha tirato gli ultimi colpi alla società, anche badate bene, rimane una delle aziend epiù ricche e potenti del mondo grazie alle sue attività Windows e Office.

Ma i casi della Microsoft all’epoca segnarono un punto di svolta, quando i governi cominciarono a girare le viti in una società che, a loro avviso, era diventata un bullo. Ora è il turno di Google. Secondo un recente rapporto del Wall Street Journal, la società ha evitato una possibile causa legale con il governo degli Stati Uniti sul suo monopolio, ma le questioni europee potrebbero trascinarsi per anni.

Queste accuse antitrust, e la crescente ostilità da parte degli altri nel settore della tecnologia, sono in parte una ferita auto-inflitta. La società ha utilizzato i suoi profitti eccezionali dal search advertising per sovvenzionare tentativi costosi per replicare i prodotti di numerose aziende che una volta considerava alleate.

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