venerdì, 20 Settembre, 2019
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Sembra un titolo forzato ma..purtroppo è tutto vero. In queste ore la versione italiana di Wikipedia ha chiuso i battenti, nessuna voce della più famosa e indispensabile enciclopedia del sapere libero è stata oscurata a causa di una direttiva che, se dovesse essere approvata tra un paio di giorni, renderà di fatto impossibile continuare alla community di Wikipedia di poter lavorare in santa pace senza subire denunce e citazioni di danno giornaliere.

Wikipedia chiede ai deputati e alle deputate del Parlamento Europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione. Nell’appello si invitano anche gli utenti a fare pressione telefonando ai deputati europei o mandando loro una mail. Ad essere bloccato è comunque il sito di Wikipedia Italia, mentre l’applicazione funziona.

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.

https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet

La comunità italiana di Wikipedia

Questo quanto sta succedendo in queste ore, speriamo che Wikipedia riapra il prima possibile, anche perchè come ci suggeriscono i The Jackal, la situazione è tragica:

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La mappa di una casa può dire molto sulla persona che ci vive. Ad esempio, il modo in cui è collocato il divano in un salotto può dire se guardare la televisione sia un’attività fondamentale della sua vita. Può rivelare se abbia animali domestici e quanto spesso modifichi la disposizione dei mobili.

I robot Roomba successivi della serie 900 utilizzano la tecnologia vSLAM® (visual Sensor Localisation and Mapping) e la speciale videocamera di cui sono dotati permette a tutti i modelli della serie 900 di crearsi in ogni istante dei punti di riferimento e di mappare l’ambiente da pulire: in questo modo i Roomba della serie 900 sanno sempre dove si trovano e dove sono già passati. Se i Roomba di questa serie sono connessi alla rete Wi-Fi di casa, i dati raccolti nelle operazioni di pulizia vengono condivisi con una app, iRobot Home, con cui si può dire al proprio robot di pulire anche quando si è fuori casa. L’amministratore delegato di Roomba ha detto a Reuters che «c’è un intero ecosistema di oggetti e servizi che una smart home può fornire se c’è una mappa dettagliata della casa che l’utente acconsente a condividere».

L’altro lato della medaglia? Il futuro è prevedibile, quanto ci metterà l’azienda produttrice del noto aspirapolvere a vendere la mappa della tua casa a qualche provider di pubblicità?

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Già lo aveva annunciato: Facebook aveva dichiarato l’intenzione di pubblicare pubblicità nella sua chat di messaggistica istantanea, Messenger, ma fino ad ora non avevamo idea di come la avremmo vista. Ma grazie a questa piccola immagine diffusa da Jonathan Tzou, direttore marketing di GSV Labs, ne possiamo avere un’idea. 

ad messenger
Ecco come appariranno

Come riportato da Techcrunch, la pubblicità su Messenger permetterà alle aziende che hanno già chat con i clienti (che quindi avete voi contattato prima) di inviare messaggi in automatico con offerte o informazioni sui prodotti. Questo garantirebbe all’utente la sicurezza di non ricevere spam e di poter usare Messenger tranquillamente.

Tuttavia rimangono dei dubbi: Tzou non aveva mai contattato Uber su Messenger prima e quest’avviso non è apparso in una chat con Uber, ma in una chat con un amico. Che fosse una pubblicità di test? O una cosa particolare solo per Uber, il servizio di taxi online, da parte di Messenger? Non se ne ha ancora certezza. Ma una cosa è sicurare: presto avremo la pubblicità anche mentre parliamo con chi ci è caro. 

via Business Insider

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live streaming

Siamo ormai da sempre abituati alle notizie in real time: lo streaming è solo una delle tante forme di conoscenza diretta a cui possiamo ambire nel web. E ovviamente, Facebook non poteva perdere il treno di questa forma di comunicazione, nella forma di live streaming. Se infatti avete un piccolo seguito sul social più grande del mondo, potete parlare con i vostri amici in diretta, senza strumenti aggiuntivi. E per una volta, grazie a questa guida, sarete voi i protagonisti di quelle fastidiose notifiche.

Una funzione prima dedicata solo agli utenti verificati, ora è invece aperta a tutti. Su iOS è già disponibile in oltre 30 Paesi (Italia compresa) mentre per Android il servizio è appena stato introdotto in USA e arriverà in Europa solo in un secondo momento (speriamo bene). Ma bando alle ciance, ecco come funziona.

Facebook Live Streaming per iOS

Per chi ha un iPhone e vuole iniziare a familiarizzare con l’attività, i passaggi sono pochi e semplici: basta aprire la app, cliccare sull’apposita icona all’interno della schermata di composizione di uno status, aggiungere una descrizione al video e fare tap sul comando Trasmetti in diretta (su Fine per concluderla) e il gioco è fatto. Siete in diretta, davanti a tutti.

live streaming facebook

Durante lo streaming è possibile inoltre avere a disposizione il numero di persone e i nomi degli amici collegati e i commenti aggiunti in tempo reale. Ma c’è un ma: i video in diretta non possono durare più di 30 minuti. Tuttavia, a differenza di altri servizi, al termine della trasmissione il girato rimane sul diario come qualsiasi altro video.

Il Live Streaming è diventato uno strumento fondamentale per tutte le star: il tempo medio di visualizzazione di una diretta è tre volte superiore a quello di un filmato tradizionale. E il futuro è ancora più roseo, con i visori per la realtà virtuale che ti permettono di sentirti davanti alla star. O ai tuoi utenti di sentirti vicino. Cosa stai aspettando?

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sony vr

La guerra delle realtà virtuale è ormai al suo apice e tutti e tre i concorrenti sono scesi in campo: Facebook con l’Oculus Rift, HTC con il Vive e infine Sony con il Playstation VR. La mossa della casa giapponese sembra la più vincente, la più economica, la più in grado di avere successo: 399 dollari per vivere la realtà virtuale su PS4. Disponibile da Ottobre.

Playstation VR, tutto ciò che c’è da dire

  • Prezzo

Prima di tutto costa meno di tutti, anche quando si parla di costi accessori. L’Oculus Rift parte dalla bella cifra di 599 dollari, ma avere un pc adatto costa almeno 1000, secondo il programma ufficiale. L’HTC Vive ha costa 799 dollari che però comprendono tutto, dai controller dedicati agli ottimi componenti del visore. Playstation VR ha dei prezzi nascosti: è obbligatoria la fotocamera che non è compresa nel prezzo, sono opzionali ma consigliabili i controller Playstation Move, che aumentano di molto l’esperienza. E non possiamo scordarci che c’è bisogno di una PS4, da circa 350 euro.

Ma bisogna mettere tutto in relazione: se con il Playstation VR potremmo arrivare a circa 800 euro se non abbiamo PS4, o 500 con il bundle con 2 Move, 1 camera e VR Worlds, con Oculus Rift e HTC Vive siamo svantaggiati. Per farli funzionare infatti c’è bisogno di un pc da 1000 e oltre euro, arrivando ad un costo di 1800.

  • Giochi

Questi sono solo alcuni dei giochi presto disponibili per il Playstation VR fino a lancio ufficiale ad Ottobre. Ma se non vi convincono, c’è da dire una cosa sinceramente: bisogna provare per capire come la realtà virtuale cambierà il mondo dei videogiochi per sempre.

  • Caratteristiche

E’ vero, le caratteristiche sono inferiori ai concorrenti, con una risoluzione minore. Ma il costo è anche inferiore e sicuramente più accessibile dei pc e di Oculus VR a 1800 euro. Bisogna fare una scelta: se volete provare ora la rivoluzione, dovete provare Playstation VR; se volete spendere tanto per e siete amanti dei PC, andate su HTC Vive e Oculus Rift

sony realtà virtuale

  • Data d’uscita

Ottobre è il mese in cui Sony renderà disponibile il proprio visore a tutti. Mentre Oculus e HTC Vive usciranno mesi prima, rischiando di avere pochi giochi a disposizione, Sony rassicura che con Playstation VR questo non accadrà: ci stanno lavorando ben 230 team di sviluppatori, con oltre 50 giochi che saranno disponibili da Ottobre.

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apple iphone

E’ finito da pochissimo l’evento Apple e le novità sono tantissime: il nuovo iPhone SE, iPad Pro, Care Kit e Apple Renew. Ma qui abbiamo riassunto per voi tutte le novità fondamentali dell’evento Apple del 21 Marzo, l’ultimo nel vecchio campus Apple. Infatti, dall’anno prossimo i nuovi iPhone, verranno presentati qui, nel futuristico nuovo palazzo di Apple.

applecampus

40 anni della storia Apple40 anni apple

Tim Cook sul palco annuncia l’anno più grande per Apple: numerose iniziative per festeggiare i 40 anni Apple si svolgeranno il 1 aprile (speriamo non sia uno scherzo!) dedicata a tutti i propri utenti che l’hanno resa grande.

FBI vs Apple: ” A significant responsibility”

Come tutti si aspettavano Tim Cook è intervenuto nel dibattito acceso tra FBI e Apple sulla questione della privacy. Le sue dichiarazioni sono state chiarissime: vi ringraziamo per il supporto contro l’FBI, crediamo di avere una responsabilità nel proteggere la privacy e i nostri utenti, lo dobbiamo a tutti e alla nostra nazione, non ci tireremo indietro di fronte alla nostra responsabilità. E ha aggiunto: We need to decide as a nation how much power the government should have over our data and over our privacy. And with that comes a significant responsibility”

Apple Renew e Apple per l’ambiente

Un’altra responsabilità è quella ambientale, a cui Apple non si sottrae: annuncia i suoi grandi risultati con 93% dei palazzi Apple ad energia rinnovabile, 99% del packaging proviene da carta riciclata e gli iPhone verranno riciclati grazie ad nuovo robot di nome Neal che aiuterà a separare in maniera precisa e veloce i componenti dei prodotti Apple. Volete già contribuire a rendere il pianeta più green? E’ possibile inviare iPhone da riciclare tramite il programma Apple Renew nei  negozi dedicati o gratuitamente tramite apple.com/recycling

Apple Care Kit e Apple per la salute

La più grande responsabilità, quella per la salute, rappresenta la parte più innovativa di questo Keynote Apple: Research Kit ha avuto un’incredibile successo, tantissimi dati raccolti sulla salute, ha creato il più grande studio sul Parkinson, perfino aiutato a rendere più reale la teoria che esistano sotto tipi di diabete. I Big Data hanno cambiato il mondo Apple: più facile diagnosticare le malattie grazie a studi incrociati. E le novità continuano su questa strada. 

Grazie al CareKit, un framework su cui sviluppare le app per la salute, sarà possibile diagnosticare l’autismo tramite l’iPhone, avvisare i malati di epilessia di probabili attacchi grazie a EpiWatch e aiutare a diagnosticare il Parkinson. Ma non finisce qui: addio agli odiosi bollettini post-operatori, benvenuto alla Care Card. Una semplice scheda che contiene digitalmente il proprio bollettino post-operatorio, modificabile in base alle esigenze dal dottore e condivisibile con chi ha cura di noi.

Apple Watch: nuovi colori e prezzo di 299 dollari

Apple Watch porta grande soddisfazione dei consumatori a quanto registrato da Apple, ma sembra che non ce ne siano abbastanza in giro: prezzo diminuito a 299 dollari. Disponibili inoltre nuove fasce per orologi con nuovi colori e nuovi materiali come il nylon e nuovi sport band.

Apple tv e tvOS

Il futuro di Apple TV è nelle app grazie al nuovo Siri per Apple tv e tanti aggiornamenti: cartelle, iCloud, Live Photos e altro disponibile su tvOS da ora!

iPhone SE

Ecco il nuovo iPhone, esattamente come i rumor avevano previsto: più piccolo da 4 pollici, 4 colori, chip a9, fotocamera da 12 megapixel per Facetime HD e video in 4k, migliorati notevolmente il wi-fi e l’antenna. Andrà a sostituire l’iPhone 5S e sarà l’iPhone più economico di sempre: 16GB $399 (probabili 399 euro per l’Italia) e 499 dollari per la versione da 64GB (probabili 499 euro per l’Italia). Le caratteristiche sono da stile Apple, ma ci si aspettava di più: Apple cerca di rientrare nel mercato degli smartphone entry-level che aveva abbandonato.

iOS

Novità su iOS 9.3: Night Shift che riduce la luminosità in base all’ora e alla luce (ma c’è già su Android), Notes sicuro con le password e sbloccabile con l’impronta digitale, suggerimenti per le app sulla salute in Health e Apple News personalizzabile con top stories e editor’s choice. iOS sbarca perfino, tramite accordi con moltissimi produttori di auto mondiali, come navigatore nelle auto con Car Play e nelle scuole con la suite Apple Education che contiene app da usare nelle scuole. Il tutto disponibile da oggi.

iPad Pro

 

Nuovo iPad Pro: 9.7 pollici come chiesto dagli utenti, l’intento di Apple è di attirare tutti quelli che hanno PC molto vecchi e questa dimensione sembra la più amata. Più saturazione, ha iOS 9.3, funzione TrueTone per l’illuminazione e la temperatura automatica del display in base all’ambiente che lo circonda, Pro Audio con quattro speaker, Chip A9X per una grafica, a detta della Apple, migliore dell’Xbox 360, fotocamera da 12 megapixel con il supporto ai video in 4k e Facetime HD con la fotocamera interna da 5 megapixel. Gli accessori certo non mancano: Smart Keyboard fa il suo grande ritorno, supporto all’iPad Pencil e agli altri accessori già disponibili. Preordinabile dal 24 marzo, disponibile dal 31 marzo, al prezzo di 599 dollari per la versione base.

 

 

 

 

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non fare facebook

E’ il social network più utilizzato del mondo, ma ci sono molti che non capiscono ancora che Facebook non esiste al di fuori delle leggi. Ricordate: siamo noi a stare su Facebook, non il nostro profilo. Un principio che la legge italiana ed europea non hanno dimenticato e che è stato applicato nei recenti casi di cronaca. Ecco allora cosa non fare mai su Facebook se non si vuole rischiare la galera.

cosa non condividere su facebook

Offendere su Facebook è un reato grave

La Corte di Cassazione ha sentenziato: l’insulto su Facebook è più pesante di quello a voce e ha stabilito che offendere su Facebook equivale a diffamazione aggravata. Il motivo è semplice: dato che le offese scritte sul social network possono raggiungere un’indeterminato numero di persone, sono del tutto equivalenti a quelle fatte via mezzo stampa. Ciò che scrivete su Facebook rimane cristallizzato sulle bacheche altrui e per questo diventa ancora più ingiurioso verso la persona offesa, che non può sfuggirne.

Tutto nasce nel 2010 da un caso. Francesco Rocca era il commissario straordinario della Croce Rossa e un componente in congedo dello stesso corpo militare aveva lasciato dei commenti in cui lo apostrofava come “parassita del sistema clientelare” o “cialtrone“, ripetendo il commento in ogni post e foto del commissario, perseguitandolo in ogni piazza di internet.

facebook logo

L’incauto commentatore pensava di non essere imputabile per queste offese, ma la Cassazione lo ha multato di 1500 euro. Ovviamente, questo non vuol dire che su Facebook non dovremo mai fare critiche o dire solo cose belle. Ma la sottile linea tra offesa e critica che c’è nel mondo reale vale anche nel mondo di Facebook.

Non postate foto dei vostri figli, il caso in Francia

Per molti genitori è difficile resistere alla tentazione di fotografare i progressi del figlio e condividerli sui sociali network, fino ad arrivare a condividere con la piazza di Facebook anche momenti intimi del bambino. Bambino che da grande potrebbe, se ritenesse tali contenuti indecorosi, denunciare a ragione i propri genitori, come stabilisce la legge sulla privacy francese. Quest’ultima prevede che il figlio possa far causa ai genitori e portarli a scontare una condanna di un anno di carcere o il pagamento di una multa di 45mila euro.

Già a febbraio, la polizia francese, pur di scongiurare i genitori, aveva perfino pubblicato un messaggio su Facebook in cui invitava le mamme e i papà a smettere di pubblicare foto dei loro bambini e a non rispondere a catene create proprio con l’intento di diffondere immagini. Non solo il rischio di pedofilia, ma la futura denuncia del proprio figlio dovrebbe fermare i genitori fin troppo aperti con l’infanzia del bambino.

polizia francese facebook

Ma come riporta Francesco Pira anche in Italia la situazione non è buona e forse bisognerebbe fare un discorso più ampio su cosa voglia dire utilizzare Facebook da genitore: “A nulla sono serviti gli appelli anche recentissimi, in occasione della giornata sulla sicurezza informatica, le ricerche, le conferenze, gli incontri nelle scuole. Tutto cancellato da superficialità o esibizionismo”.

Siamo infatti arrivato al punto tale che la Polizia Postale ha dovuto perfino rispondere sulla propria pagina alle proteste di alcuni genitori ribadendo che ognuno può fare quello che vuole, come se i genitori si sentissero nel giusto a pubblicare continuamente foto che sarebbero finite nei circoli pedo-pornografici. Cosa è rimasto dei genitori, di quei modelli da seguire, se questi si occupano più di vantarsi dei propri figli che di accudirli?

Queste sono le cose da non fare mai su Facebook secondo la legge, ma forse altri atteggiamenti dovrebbero esseri punibili. Cosa ne pensate? Nel frattempo, quella foto di vostro figlio appena nato, tenetevela per voi.

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brevetto iphone flessibile

Anche Apple scommette sugli smartphone flessibili: l’iPhone del futuro potrà essere curvato e piegato a proprio piacimento. E’ di oggi la notizia che Apple ha brevettato negli USA il piano per i “dispositivi elettronici flessibili” che consentirà di piegare e deformare i gadget Apple grazie all’uso di schermi, circuiti stampati e batterie flessibili. Anche dal punto di vista della resistenza, uno smartphone flessibile significherebbe più tolleranza alle cadute improvvise. Il futuro è flessibile.

I vantaggi degli smartphone flessibili

Più avanti dei competitors con lo schermo curvo, in uno smartphone flessibile molte gesture, come quella di sfogliare un libro, potranno essere fatte come se ci trovassimo di fronte ad un libro vero.

brevetto apple

Ma Apple non vuole fermarsi qui: nel brevetto si mostra anche un dispositivo fatto di moduli sia rigidi sia flessibili, che può essere piegato su se stesso e in un’altro appena registrato Apple illustra il futuro degli auricolari, che saranno ibridi, dove il filo sarà attaccato magneticamente e potrà essere rimosso per usare le cuffie in modalità wireless via Bluetooth. Vi piace questa idea di futuro?

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