sabato, Aprile 13, 2024

Gli FPS e i Picchiaduro: chi percepisce più fps ha vantaggi nel gioco

NUOVO STUDIO RIVELA CHE ALCUNI GIOCATORI POSSONO PERCEPIRE UN MAGGIOR NUMERO DI FPS

Siete particolarmente bravi negli FPS o nei Picchiaduro? Forse perché riuscite a percepire un maggior numero di fps rispetto ad altri giocatori. E’ quanto emerge da un nuovo studio del Trinity College Dublin pubblicato su Plos One.

VISIONE VELOCE E VANTAGGIO NEI GIOCHI COMPETITIVI

Secondo la ricerca, alcune persone riescono a vedere la realtà che li circonda molto più velocemente del normale: possono ad esempio riconoscere in tempi più rapidi i movimenti di una palla che rotola oppure dei propri avversari nel caso di un videogioco competitivo come può essere appunto uno Sparatutto in Prima Persona come Call of Duty Warzone o un Picchiaduro, dando loro un vantaggio durante la partita.

IL VANTAGGIO DEI TOP PLAYERS E DEGLI ATLETI

Sempre secondo il Trinity College Dublin, tale caratteristica sarebbe innata: ciò dunque potrebbe essere uno dei motivi per cui grandi atleti o top players in ambito Esports siano superiori alla media, avendo una diversa percezione della realtà circostante che permette loro reazioni più immediate nei movimenti, posizionamenti o nel prendere la mira.

RICERCA E METODOLOGIA

Per il suo studio, il Trinity College Dublin ha preso in esame 80 persone diverse, di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, chiedendo loro di riconoscere se una luce tremolava o no nel frattempo che la velocità di sfarfallio veniva intensificata. Con l’intensificarsi dello sfarfallio, alcune delle persone che hanno partecipato al test percepivano la luce come un fascio costante mentre lampeggiava per 35 volte al secondo, mentre altre ancora continuavano a riconoscere la luce tremolante anche quando lampeggiava per 60 volte al secondo.

PAROLE DEI RICERCATORI

“Crediamo che le persone che riconoscono lo sfarfallio della luce a tassi più elevati abbiano sostanzialmente più informazioni visive per intervallo di tempo rispetto alle altre”, dice il ricercatore Clinton Haarlem del Trinity College Dublin mentre il suo collega, il professor Kevin Mitchell, sostiene che “le differenze individuali nella velocità di percezione potrebbero diventare più evidenti in situazioni ad alta velocità in cui potrebbe essere necessario riconoscere o seguire oggetti dai movimenti rapidi, come negli sport incentrati su un pallone o nelle situazioni in cui le schermate cambiano velocemente come in un videogioco competitivo”.

CONCLUSIONI E FUTURI SVILUPPI

Il campione esaminato dai ricercatori è limitato, tuttavia getta basi teoriche molto interessanti che, se ulteriormente approfondite, potrebbero spiegare perché alcuni giocatori sembrano avere un vantaggio naturale su altri utenti, al netto della preparazione ed allenamento dei singoli individui.

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